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Nel mese di giugno del 2019, quando da poco erano iniziati i lavori di pulizia preliminari al restauro della porzione occidentale delle mura di Paestum, previsti dal progetto PON area archeologica, gli archeologi rinvennero in una vera e propria giungla di erbacce e detriti degli elementi architettonici antichi come capitelli, colonne, cornicioni, metope e triglifi. Questo materiale apparteneva a un edificio templare di stile dorico risalente all’inizio del V sec. a.C.
Dopo la scoperta degli elementi architettonici, la ricerca è proseguita con l’analisi delle immagini aeree e con le prospezioni geofisiche che hanno permesso di individuare l’esatta ubicazione del basamento del tempio e le dimensioni: l’edificio sembra essere stato un piccolo periptero con colonne 4 x 7. Attualmente sono stati recuperati oltre 230 frammenti attribuibili al tempio, tra cui frammenti dello stilobate, colonne, capitelli, architrave, fregio, geison e sima.
Questa scoperta getta nuova luce sullo sviluppo dell’architettura dorica e delle tecniche costruttive a Paestum tra l’arcaico e il primo classico.