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Ex stabilimento Cirio

La località si chiama Santa Venera e si trova a sud della città di Paestum, non lontano da Porta Giustizia lungo la via per Agropoli. Quando nel 1907 si costruì uno stabilimento della Cirio e vennero alla luce delle strutture antiche, fu immediato per l’allora soprintendente Vittorio Spinazzola immaginare che lì prima della santa cristiana, per assonanza, fosse adorata la Venere pagana.

Sono passati gli anni, e con la dismissione dello stabilimento è cambiato anche il panorama della piana del Sele, prima invasa dai pomodori. È cambiato pure il lavoro, perché non c’era giovane di Capaccio che non fosse perlomeno transitato per la raccolta dei pomodori e la fabbrica Cirio.

Negli anni Cinquanta del secolo scorso si fecero altri scavi archeologici in occasione di un ampliamento dello stabilimento, e ancora si scavò tra gli anni Ottanta e Novanta, dopo l’acquisto dello stabilimento da parte dello Stato. Così ora abbiamo la certezza che lì, a partire dal V secolo a.C. e per tutta l’antichità, c’era un santuario della dea dell’amore.

Sono venute alla luce diverse sue statue in marmo, e oggetti provenienti da tutto il Mediterraneo, a dimostrazione dell’importanza del santuario che probabilmente si affacciava su una delle due lagune interne che circondavano l’antica Paestum. Invece sulla continuità tra il culto della lussuriosa Venere pagana e della casta Venera cristiana, i dubbi sono parecchi: le testimonianze della prima giungono fino al III secolo d.C., mentre la seconda compare solo nell’XI.

E forse una certezza non l’avremo mai. Attendiamo invece una data certa perché in quel luogo così particolare, che unisce archeologia antica e archeologia industriale, si realizzi il recente progetto di dar vita a uno splendido e modernissimo centro culturale.