La storia continua

Dopo l’abbandono, nel medioevo, di Paestum non si hanno più notizie fino al ‘500 quando pittori e scrittori come Pietro Summonte con le loro opere risvegliano l’interesse e la curiosità nei confronti della città, “fotografando” lo stato delle sue rovine. La vera “riscoperta” della città avviene nel Settecento, quando Paestum diventa tappa fissa dei viaggi del Grand Tour: da quel momento visitatori illustri (Goethe, Piranesi, Dos Passos, Shelley, Canova) ne vengono attratti e ne diffondono la fama in tutta l’Europa.

 

Durante il ventennio, il governo fascista si impegna a promuovere il patrimonio archeologico di Paestum tramite nuovi scavi e spettacoli antichi davanti i templi. Si costruisce la stazione di Paestum. Nel 1939, l’architetto Marcello De Vita viene incaricato con un progetto di un Museo, che però viene realizzato solo dopo la II guerra mondiale.

 

Nel settembre del 1943 Paestum diventa teatro dell’arrivo delle truppe americane nella piana del Sele, nel corso della celebre Operazione Valanga (Avalanche).
L’anno successivo, durante i lavori di costruzione della pista di atterraggio per i soldati anglo-americani, alla storia della città si aggiunge un altro tassello con la scoperta fortuita della necropoli preistorica del Gaudo.

sbarco degli alleati, 1943