SALA METOPE O SALA DE FELICE

La costruzione di questa sala coincise con il primo ampliamento del museo, necessario per accogliere i nuovi reperti archeologici recuperati dagli scavi. I lavori iniziarono nel 1959. Il progetto originale fu firmato dall’architetto Renato Chiurazzi, ma l’intervento fu completato solo qualche anno dopo dal collega Ezio Bruno De Felice, di cui la sala ancora porta il nome. Qui furono esposte le metope rinvenute nel Santuario di Hera Argiva che non avevano trovato alloggiamento nella precedente “sala cella”. Molto convincente fu l’intuizione del De Felice di posizionare le metope su alte travi in ferro e di creare una copertura con un sistema di capriate metalliche con lucernario e velario.

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SALA SANTUARI

Vi trovate nella “Sala Santuari”, la prima di tre ambienti di un più ampio complesso architettonico costruito tra il 1968-70. Questo ulteriore ampliamento del museo accolse i materiali archeologici portati alla luce durante gli scavi nei santuari della città di Poseidonia-Poseidonia. L’allestimento fu curato dall’architetto Giovanni De Franciscis che progettò un’organizzazione dell’esposizione in due sezioni tematiche: vita religiosa e pittura antica. Questa sala affaccia su un cortile interno, oggi giardino, probabilmente già strutturato tra il 1961-62.

SALA DEL TUFFATORE O SALA MARIO NAPOLI

Questa è la “Sala del Tuffatore” o “Sala Mario Napoli”, dal nome del suo scopritore. E’ la seconda delle tre sale realizzate come terzo ampliamento del museo. Fu allestita nel 1970 dall’architetto Giovanni De Franciscis proprio per esporre le lastre dipinte di uno dei più celebri capolavori pestani. Questo ambiente, elegante e luminoso, si affaccia sul paesaggio esterno, visibile grazie a una ampia vetrata perimetrale. In questo spazio aperto antistante, tra il 1970 e il 1972, fu commissionata all’artista napoletano Carlo Alfano la realizzazione di un’opera di arte contemporanea, “Tempi Prospettici”, che si lega simbolicamente alla nota scena del tuffo presente sulla lastra di copertura della tomba.

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DEPOSITI

Siete nei depositi, uno spazio solitamente non visitabile. Al pari delle sale destinate all’esposizione, anche i depositi subirono, nel corso degli anni, gli stessi interventi di ampliamento. Già l’architetto De Felice, negli anni sessanta, realizzò un progetto specifico per questi ambienti. Furono realizzati, infatti, diversi ambienti idonei alla conservazione del materiale archeologico. In aggiunta, furono previste altre sale idonee a coadiuvare il lavoro degli archeologi e degli altri professionisti impegnati negli scavi come gli spogliatoi, i servizi per i dipendenti, il laboratorio di restauro, le officine del falegname e del fabbro.

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